Fragrath si svegliò d’improvviso.
Lo aveva già fatto un paio di volte nelle ore precedenti, più che altro per il dolore causatogli dalle pratiche sodomite alle quali era sottoposto, ma aveva preferito perdere i sensi di nuovo piuttosto che ascoltare le sbuffate ritmiche dei negri dei quali era divenuto la puttana favorita.
Ma ora regnavano calma e silenzio, in quelle umide prigioni dall’ammorbante odore di orina e morte. Certo il bruciore tra le chiappe avrebbe fatto svenire chiunque, ma Fragrath, che era pur sempre resistente e massiccio come i portoni delle città dei nani, si limitò ad imprecare più volte all’indirizzo delle prime divinità di cui ricordò il nome. Quindi si guardò intorno alla ricerca del fido Picurath, chiedendosi come mai il suo orribile pony fosse stato chiuso lì sotto con lui. Poi si ricordò che ai negri servi di Cimino piace essere come la cioccolata nei Baiocchi -cioè tra due biscotti bianchi-, e pertanto non si stupì nel vedere il suo destriero ansimante su un fianco, con le palle ormai vuote.
“Alzati, specie di viziosa caricatura di un cavallo! Cimino ci ha traditi e il nostro patto è stato infranto. Ora giocheremo da soli la nostra partita...”
“Dunque tutto procede secondo i piani, mio Signore...?’” domandò Picurath, con il cazzo ancora dolente.
“Esatto! Tutto procede come previsto. A parte il fatto che speravo che tutto ciò che si dice sulla resistenza e sulle dimensioni dei negri di cimino fosse leggenda....mentre invece è durissima realtà!” rispose Fragrath, pettinandosi contemporaneamente la fluente chioma corvina e i castani peli del culo. E continuò:”Ora dobbiamo fuggire di qui e ricongiungerci con il nostro misterioso alleato, prima che Cimino piombi sull’Orda!”
“La fortezza è ben difesa, mio Signore, come faremo?”chiese il cavalluccio con un broncio curioso.
“Lo sai benissimo, fratello!”
Le guardie che sorvegliavano le prigioni avevano avuto una giornata pesante, dovendo gestire negri sodomizzatori, aiutanti nani e prigionieri imbizzarriti; pertanto erano quasi tutte appisolate quando accadde.
I primi a cadere non si svegliarono nemmeno, i secondi a malapena si accorsero di essere ad un passo dal decesso, i terzi videro con occhi colmi di terrore la contorta figura che li schiacciava come vermi, i quarti si godettero tutta la scena sgranocchiando popcorn in attesa che fosse il loro turno.
“Per Asarfath e tutti gli dei, che cos’è quello!” ringhiarono alcuni. “Che Tafrasah ci protegga o ci riservi un posto accanto a lui!” mormorarono altri. “E’ un uomo in armatura con la testa di un pony infilata nel culo!” azzardarono altri, andando forse più vicini alla verità.
Fatto sta che Fragracurath, l’invincibile centauro seminatore di morte e merda equina, li stava massacrando lancinando altresì sguardi d’odio e risa di scherno: “Fuggite sciocchi! Non potete nulla contro Fragracurath, Signore della Guerra dei Centauri, mietitore di uomini e divoratore di fighe!”
Uno dei soldati gonfiò il petto con aria saccente è ribattè: “Tu spari cagate! I centauri sono stati sconfitti e ricacciati nelle stalle degli inferi di Nosrogath! Non puoi essere uno di loro! Sono stati sigillati in quel buco infernale dalle forze congiunte dell’Alleanza di Nani, Giganti e Punkabbestia!”
Fragracurath rise di gusto e trapassò con gli zoccoli diversi toraci di guardie a terra, schiacciandoli come fossero mozziconi di sigaretta:”Ed è per questo che ci siamo rifugiati tra voi uomini, sciocco!” quindi prese per il collo il malcapitato e sollevandolo da terra se lo avvicinò al viso, ruttandogli in faccia qualcosa che poteva venire solo dagli anfratti più remoti degli inferi, casa del dio Nosrogath: “E presto galopperemo di nuovo sulle vostre terre! E bruceremo le vostre case! E divoreremo i vostri figli! E intaseremo le vostre latrine! E le vostre donne brameranno solo i nostri lunghissimi cazzi!”
Ma ormai era troppo tardi per la guardia, ridotta ad una lastra di pietra cazzina dal rutto mefitico del centauro.
Fragracurath annusò l’aria alla ricerca di odore di uomini e non ne percepì altro...aveva trucidato ogni singolo maschio sano presente alla Fortezza. Quindi passò ai malati e ai bambini, quelli che gli davano più divertimento.
Le donne le possedette senza particolare soddisfazione, poichè godeva veramente solo se lo faceva guardando i rispettivi mariti negli occhi. Quindi, infastidito, eliminò anche loro.
Pochi minuti dopo Fragrath e Picurath erano ancora tuttuno, ma solo attraverso il solito dito galeotto, e si allontanavano dalla Fortezza alla velocità del vento.
In città, sotto ad un mucchio di cadaveri, ringraziando Asarfath di emanare un fetido odore di nano anzichè di uomo, Pulloz, Pullox e Pullog, i tre nanetti malefici erano terrorizzati ed incazzati allo stesso tempo.
Dovevano raggiungere Cimino e il suo Esercito, al più presto!
martedì 19 giugno 2007
sabato 9 giugno 2007
L'Oracolo di Lidef
La siuazione era pesante.
Il cambio di gravità improvviso avvenuto a Sinferet si era sentito su tutto il mondo antico, tranne ad Hill Valley.
Da millenni dei fottuti geni si chiedono come siano possibili questi eventi. Ad ogni cambio di gravità il ciclo ormonale femminile si altera, causando ovulazioni ingestibili, che aumentano la densità della popolazione......ma gli ovuli sono pieni di mutazioni.
Cosi sono venuti alla luce gli Ochi Sterminatori di Uomini, incazzati come non mai con il genere umano che ritengono responsabile delle loro sfighe.
Nel mondo antico era il rogo il loro destiono, ma a causa di un cerebroLeso di nome Sinfer, che nell'anno 1420,1 si batte per la loro causa, ottennero salva la vita in cambio della castrazione chimica per tutti. Sciocchi gli uomini che non si accorsero dell'inganno. Poteri ESP permisero a Sinfer di alterare la realtà; lui, Oco Sterminatore con una sola mutazione che celava con cupidigia e gli permetteva di assomigliare in tutto e per tutto ad un uomo, illuse le menti e gli umani si dimenticarono di essere loro i padri di quelle bestie, assicurandosi progenie per l'eternità.
Sinfer fondo Sinfert, letteramente "Città di Sinfer" nel dialetto Occhese, baluardo e simbolo del genero Oco, sede della gravità. Sinfert fu teatro di lotte intestine tra Sinfer e Refnis, suo fratello. I due si narra che litigarono per decidere chi aveva la mutazione più figa, durante il Rodeo delle mutazioni che si teneva una volta ogni 1,09 anni.
Vinse Sinfer, il perfetto falso umano, che caga dalla bocca e mangia dal culo. Vinse perchè lui si era eletto a giudice, giuria e boia. Refnis pianse per anni. Si definì "L'oco mai capito"; lui, l'unico ad avere sempre il cazzo duro e costantemente dentro il suo culo. Donne Oche impazzivano per quell'anello di carne al posto del cazzo. Lo consideravano il prolungamento ideale del matrimonio. Cosa mai capito da Refnis che sparì e nessuno ha mai saputo dove.
L'era di Sinfer durò millenni, perchè il suo cuore batteva solo una volta ogni anno. Ormai rincoglionito, vendette Sinferet a Cimino il Barbaro per un cotecchino. Cimino soffre di schizzofrenia. Un giorno si alzò e uccise tutti gli abitanti più alti di 1,50 cm cubici, causando a sua insaputo il genocidio degli Ochi e acquisendo il potere di gestire la gravità, sempre a sua insaputa.
....
...
..
.
Olvo terrorizzato fissava Pulloz.
Più volte si era trovato in situazioni ingestibili e aveva sempre sentito dentro di se la forza per reagire. Questa volta, l'unica cosa che senti, fu un grande stronzo che gli usci dal buco del culo come un proiettile.
La paura mangiava Olvo, che tremò alla vista di quel salame che gli era appena uscito dal culo. Con terrore lo raccolse e lo lanciò sul viso di Pulloz che non capendo che fare lo mangio al volo!
Poi si ridesto e con tanto odio e lo stronzo bloccato in esofago si scaglio su Olvo con tutte le sue forze.
Olvo chiuse gli occhi e immaginò le grandi labbra di Adelita aspettando il colpo finale......che non arrivò mai!
Pulloz spari all'improvviso! (è stato chiamato al Castello da Cimino il Barbaro!) Olvo ebbe un orgasmo e continuò a sognare grandi labbra.
Fu svegliato da Adelita e Atileda, la sua fidata cagna alla quale la sua padrona ha insegnato a fare pompini. Olvo non capì più un cazzo. Si mise a bonfonchiare strane parole alle grandi labbra di Adelita, che poi mangio avidamente. Si scopo brutalmente cagna e padrona ma alla fine decise di venire in faccia a Atileda, conquistato dalle sue moine!
Per l'ennesima volta, dopo orgasmi multipli Olvo decise di fare qualcosa e di uscire da quella casa!
Si alzo in piedi, con il cazzo in mano, duro come non mai e si guardo attorno. Cani e punkabbestia continuavano ad accoppiarsi. C'erano laghi di smegma e una puzza di cane mai finita....credette d'essere all'inferno.
Cerco Adelita....e la trovò attaccata al suo cazzo. Senti per lei il cuore gonfio d'amore e lo esprimette con una eiaculata improvvisa ed esagerata che soffoco la sua troia! Per salvarla le mise due dita in bocca, ma visto che c'era la presa a pecora, perchè gli faceva tanta tenerezza...cosa che durò poco,perchè l'odio lo pervase e usci energicamente da lei castandolgi un pugno assurdo in testa. Il retto di Adelita prolassò.
I due si guardarno nel occhi e uscirono mano nella mano dalla casa con Atileda a seguito.
Arrivati al cancello si resero conto d'essere circondati da tutti i cani della casa con cazzi in erezione.
Atileda disse: "Non preoccupatevi, ci penso io".
"No, non puoi fare questo per noi! Non voglio perderti per sempre!", disse Adelita tra le lacrime mentre Olvo le leccava le grandi labbra.
Il cane è il migliore amico dell'uomo e Atileda non ascoltò la sua padrona e cominciò a distrarre i cani con le sue moine. Pure Olvo fu travolto da quel suono e aveva già impugnato il suo membro, pronto x sfondare la cagna, ma Adelita gli mise un dito in culo e lo portò oltre il cancello.
Atileda fu sommersa da un fiume di secrezioni canine, che lo soffocarono, mentre lei cercava invano aria per respirare.
Olvo ritornò in se...."Amoore, dove cazzo stiamo andando!".
"Dobbiamo fuggire di qui! C'è un solo posto dove possiamo trovare una risposta a tutto questo. Solo l'oracolo di Lidef può aiutarci!".
"E dove porco cane è Lidef, brutta troia di campagna!?!?", tuonò Olvo! Incazzato come mai prima butto a terra Adelita e la prese a cariola, e penetrandola ritmicamente nel culo e in figa si avviò senza meta dentro la foresta.
Il cambio di gravità improvviso avvenuto a Sinferet si era sentito su tutto il mondo antico, tranne ad Hill Valley.
Da millenni dei fottuti geni si chiedono come siano possibili questi eventi. Ad ogni cambio di gravità il ciclo ormonale femminile si altera, causando ovulazioni ingestibili, che aumentano la densità della popolazione......ma gli ovuli sono pieni di mutazioni.
Cosi sono venuti alla luce gli Ochi Sterminatori di Uomini, incazzati come non mai con il genere umano che ritengono responsabile delle loro sfighe.
Nel mondo antico era il rogo il loro destiono, ma a causa di un cerebroLeso di nome Sinfer, che nell'anno 1420,1 si batte per la loro causa, ottennero salva la vita in cambio della castrazione chimica per tutti. Sciocchi gli uomini che non si accorsero dell'inganno. Poteri ESP permisero a Sinfer di alterare la realtà; lui, Oco Sterminatore con una sola mutazione che celava con cupidigia e gli permetteva di assomigliare in tutto e per tutto ad un uomo, illuse le menti e gli umani si dimenticarono di essere loro i padri di quelle bestie, assicurandosi progenie per l'eternità.
Sinfer fondo Sinfert, letteramente "Città di Sinfer" nel dialetto Occhese, baluardo e simbolo del genero Oco, sede della gravità. Sinfert fu teatro di lotte intestine tra Sinfer e Refnis, suo fratello. I due si narra che litigarono per decidere chi aveva la mutazione più figa, durante il Rodeo delle mutazioni che si teneva una volta ogni 1,09 anni.
Vinse Sinfer, il perfetto falso umano, che caga dalla bocca e mangia dal culo. Vinse perchè lui si era eletto a giudice, giuria e boia. Refnis pianse per anni. Si definì "L'oco mai capito"; lui, l'unico ad avere sempre il cazzo duro e costantemente dentro il suo culo. Donne Oche impazzivano per quell'anello di carne al posto del cazzo. Lo consideravano il prolungamento ideale del matrimonio. Cosa mai capito da Refnis che sparì e nessuno ha mai saputo dove.
L'era di Sinfer durò millenni, perchè il suo cuore batteva solo una volta ogni anno. Ormai rincoglionito, vendette Sinferet a Cimino il Barbaro per un cotecchino. Cimino soffre di schizzofrenia. Un giorno si alzò e uccise tutti gli abitanti più alti di 1,50 cm cubici, causando a sua insaputo il genocidio degli Ochi e acquisendo il potere di gestire la gravità, sempre a sua insaputa.
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Olvo terrorizzato fissava Pulloz.
Più volte si era trovato in situazioni ingestibili e aveva sempre sentito dentro di se la forza per reagire. Questa volta, l'unica cosa che senti, fu un grande stronzo che gli usci dal buco del culo come un proiettile.
La paura mangiava Olvo, che tremò alla vista di quel salame che gli era appena uscito dal culo. Con terrore lo raccolse e lo lanciò sul viso di Pulloz che non capendo che fare lo mangio al volo!
Poi si ridesto e con tanto odio e lo stronzo bloccato in esofago si scaglio su Olvo con tutte le sue forze.
Olvo chiuse gli occhi e immaginò le grandi labbra di Adelita aspettando il colpo finale......che non arrivò mai!
Pulloz spari all'improvviso! (è stato chiamato al Castello da Cimino il Barbaro!) Olvo ebbe un orgasmo e continuò a sognare grandi labbra.
Fu svegliato da Adelita e Atileda, la sua fidata cagna alla quale la sua padrona ha insegnato a fare pompini. Olvo non capì più un cazzo. Si mise a bonfonchiare strane parole alle grandi labbra di Adelita, che poi mangio avidamente. Si scopo brutalmente cagna e padrona ma alla fine decise di venire in faccia a Atileda, conquistato dalle sue moine!
Per l'ennesima volta, dopo orgasmi multipli Olvo decise di fare qualcosa e di uscire da quella casa!
Si alzo in piedi, con il cazzo in mano, duro come non mai e si guardo attorno. Cani e punkabbestia continuavano ad accoppiarsi. C'erano laghi di smegma e una puzza di cane mai finita....credette d'essere all'inferno.
Cerco Adelita....e la trovò attaccata al suo cazzo. Senti per lei il cuore gonfio d'amore e lo esprimette con una eiaculata improvvisa ed esagerata che soffoco la sua troia! Per salvarla le mise due dita in bocca, ma visto che c'era la presa a pecora, perchè gli faceva tanta tenerezza...cosa che durò poco,perchè l'odio lo pervase e usci energicamente da lei castandolgi un pugno assurdo in testa. Il retto di Adelita prolassò.
I due si guardarno nel occhi e uscirono mano nella mano dalla casa con Atileda a seguito.
Arrivati al cancello si resero conto d'essere circondati da tutti i cani della casa con cazzi in erezione.
Atileda disse: "Non preoccupatevi, ci penso io".
"No, non puoi fare questo per noi! Non voglio perderti per sempre!", disse Adelita tra le lacrime mentre Olvo le leccava le grandi labbra.
Il cane è il migliore amico dell'uomo e Atileda non ascoltò la sua padrona e cominciò a distrarre i cani con le sue moine. Pure Olvo fu travolto da quel suono e aveva già impugnato il suo membro, pronto x sfondare la cagna, ma Adelita gli mise un dito in culo e lo portò oltre il cancello.
Atileda fu sommersa da un fiume di secrezioni canine, che lo soffocarono, mentre lei cercava invano aria per respirare.
Olvo ritornò in se...."Amoore, dove cazzo stiamo andando!".
"Dobbiamo fuggire di qui! C'è un solo posto dove possiamo trovare una risposta a tutto questo. Solo l'oracolo di Lidef può aiutarci!".
"E dove porco cane è Lidef, brutta troia di campagna!?!?", tuonò Olvo! Incazzato come mai prima butto a terra Adelita e la prese a cariola, e penetrandola ritmicamente nel culo e in figa si avviò senza meta dentro la foresta.
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Oco dal ciuffo eretico senza riporto
lunedì 4 giugno 2007
Il ritorno
Un monte, un castello, una figura dalle piccole fattezze umane si staglia contro il pallido disco lunare.
Un piede solidamente conficcato sul camminamento, l'altro rigidamente piantato sulle merlature, la terza gamba esposta in un piccolo getto di sangue e orina.
Si era appena levato dal suo letto, sempre deserto da quando lei se n'era andata.
Passava i suoi giorni tristo e smorto ad allenarsi in palestra o costruire altre ali del suo immenso castello.
Narra leggenda fosse di 5673 stanze, una per ogni giorno del calendario di Sinferet, mitica città dove la gravità andava e veniva a piacimento del sovrano e, essendo lui il sovrano, l'aveva impostata a gravità zero per meglio armeggiare con i monoliti di pietra cazzina, una pietra durissima che mai si afflosciava.
Alzò lo sguardo al cielo.
Nei suoi occhi balenò un lampo di terrore, angoscia panico puro. Vomitò a fontana.
Aveva mangiato maledettamente pesante, bevuto come solo un dio sapeva fare e per finire le sue mani intrise di sangue e trafitte di vetri gli fece ricordare di essere uscito con i Bergamasco a sfondare vetrine a pugni!
Notò con disgusto di essersi sboccato sui piedi. Chiamò Pullox, il servo nano, nonchè servo picchiatore, addestrato da un terrone di nick Leso.
"pulisci questo sbocco lurido di un nano!"
"ti ga 10cent per una teefonata?" rispose smunto dalle canne Pullox non sapendo chi o cosa avesse fatto il suo nome.
Il padrone rispose con un calcio sulle palle di inimmaginabile potenza. Il nano fu squarciato fino allo sterno, poi preso per la gola e con una testata gli venne infossato il già sgraziato naso nelle cervella. Ma era vivo.
Gli occhi del nano ora si perdevano in quelli del padrone. Aveva voglia di baciare quella mistica figura ma vuoi la mano sulla gola, vuoi l'assenza di mezzo corpo, vuoi l'essere alla fine etero non glielo permisero.
Soffriva. Soffriva maledettamente. Voleva morire.
"grannnnde maguuuuuu" sbottò il padrone e il Pullox ritornò in vita, sano come una cagata mattutina.
"grazie padrone, grazie!" il padrone si ficcò due dita in gola e sboccò in faccia al nano.
"che ti sia di lezione, Pullox. Sei il più inutile della stirpe dei nani malefici...e hai pure i capelli. ma che mmerda!!!"
Alzò per la seconda volta gli occhi al cielo, questa volta con lentezza per non dare di stomaco per l'ennesima volta.
Le parole terrore panico paura raggelo del mondo di voi umani non possono avvicinarsi al sentimento che prese quell'uomo.
"mio dio, cosa abbiamo fatto?" e sboccò per la terza volta con grande disdetta di Pullox.
Nubi nere si addensavano all'orizzonte, un lampo poi un'altro...e una sgraziata figura di un pony cavalcava verso il bastione d'ingresso.
I sigilli sono stati sciolti. Non c'era dubbio. I lampi morse nel cielo lo palesavano.
Si ricordò dell'ultima battaglia da lui combattuta. Uccisi già mille e mille orchi durante centosei lune di combattimento e acquistati un numero indescrivibile di punti exp si era ritrovato faccia a faccia con Vagisil.
Il suo aspetto era terrificante. Unto come pochi al mondo di ogni ripugnante sostanza organica emanava un fetore demoniaco. Era lui al tempo il capo dell'orda degli ochi orchi porchi. Lo sconfisse. Era stata una battaglia estenuante fatta di grida gemiti stridore di spade e indurimenti incontrollabili di cazzi. Manteva il culo di Vagisil come monito appeso all'ingresso del castello.
Fragrath e il suo sgraziato pony erano giunti nella sala pincio del castello.
"Signore, i sigilli..."
"lo so stupido di un pony!" tuonò mettendo un pugno nel culo con abile mossa ad entrambi gli astanti.
Si irrigidirono e nemmeno le mutante forgiate dalla sapiente mano di Vulcano erano servite a proteggere le loro terga.
Sangue e merda ovunque.
"Avete fatto il nome di Gastrofin. Schiocchi! Attraverseremo disperazione e agonia ora! Stolti!"
Lasciò i due semisvenuti in mano a dei grossimi negri nudi e con già un durello.
"Fatene quel che volete. E'ora che io rivesta la mia armatura"
Scese nelle segrete ove prese a calci e pugni pantegane e nazgul che ivi si annidavano.
Calcò le 10 orme del peccatore e ritrovò gettata in un angolo, con ancora addosso la sborra di Vagisil, la sua armatura.
Alto 1 metro e un suo cazzo, vestì la cotta, infilò i guanti donatigli da Legolas dopo l'ennesimo rito orgiastico.
Infilò i pantaloni tessuti col filo di 231 bambini-ragno del Malawi.
Mise gli stivali di John Wayne rubatigli sul set del suo ultimo film.
Il magi-mantello forza *9 era stato tessuto da lui stesso nelle solitarie notti al caminetto.
L'elmo.
Un ciuffo di peli di vagina garriva ora al vento mentre con le mani alle tempie cercava la concentrazione.
No, stava solo schiacciandosi un punto nero.
Impugnò la spada che ricordava palesemente un grosso cazzo, più per la pesantezza che per la forma.
"i sigilli sono rotti, le orde malefiche si gettano a garganella nel nostro mondo.
Presto passeranno il confine, presto arriveranno qui coi loro canti di rivolta.
Ora impugno la spada che lei mi donò dopo aver impugnato il mio leggendario spadone.
Ora sono tornato, io, leggendario signore dell'infinito castello
io, piccolo ma cazzuto guarriero dall'elmo pubico-vaginale!
io, signore dei nani malefici ma non di razza nana.
io, Cimino il Barbaro"
Rimise la gravità a livelli terrestri normali spezzando così molte ossa di vecchi e bambini, cosa che gli ridonò il sorriso.
Le sue rimasero intatte perchè mangiava tanto grana.
Sfrecciò dal castello all'urlo "ma che mmmerda ha fatto sto pony lungo la strada???"
Fragrath nel mentre si era risvegliato. Si trovò 3 cazzi infilati in ogni dove e vide Picurath che scalciava di piacere.
Si ricordò dell'antica misteriosa cartapecora. Pianse o forse qualcuno eiaculò, ma fatto sta che qualcosa dal viso gli colava.
Svenne. Il buio e il dolore lo avvolsero nella loro tenebra.
Un piede solidamente conficcato sul camminamento, l'altro rigidamente piantato sulle merlature, la terza gamba esposta in un piccolo getto di sangue e orina.
Si era appena levato dal suo letto, sempre deserto da quando lei se n'era andata.
Passava i suoi giorni tristo e smorto ad allenarsi in palestra o costruire altre ali del suo immenso castello.
Narra leggenda fosse di 5673 stanze, una per ogni giorno del calendario di Sinferet, mitica città dove la gravità andava e veniva a piacimento del sovrano e, essendo lui il sovrano, l'aveva impostata a gravità zero per meglio armeggiare con i monoliti di pietra cazzina, una pietra durissima che mai si afflosciava.
Alzò lo sguardo al cielo.
Nei suoi occhi balenò un lampo di terrore, angoscia panico puro. Vomitò a fontana.
Aveva mangiato maledettamente pesante, bevuto come solo un dio sapeva fare e per finire le sue mani intrise di sangue e trafitte di vetri gli fece ricordare di essere uscito con i Bergamasco a sfondare vetrine a pugni!
Notò con disgusto di essersi sboccato sui piedi. Chiamò Pullox, il servo nano, nonchè servo picchiatore, addestrato da un terrone di nick Leso.
"pulisci questo sbocco lurido di un nano!"
"ti ga 10cent per una teefonata?" rispose smunto dalle canne Pullox non sapendo chi o cosa avesse fatto il suo nome.
Il padrone rispose con un calcio sulle palle di inimmaginabile potenza. Il nano fu squarciato fino allo sterno, poi preso per la gola e con una testata gli venne infossato il già sgraziato naso nelle cervella. Ma era vivo.
Gli occhi del nano ora si perdevano in quelli del padrone. Aveva voglia di baciare quella mistica figura ma vuoi la mano sulla gola, vuoi l'assenza di mezzo corpo, vuoi l'essere alla fine etero non glielo permisero.
Soffriva. Soffriva maledettamente. Voleva morire.
"grannnnde maguuuuuu" sbottò il padrone e il Pullox ritornò in vita, sano come una cagata mattutina.
"grazie padrone, grazie!" il padrone si ficcò due dita in gola e sboccò in faccia al nano.
"che ti sia di lezione, Pullox. Sei il più inutile della stirpe dei nani malefici...e hai pure i capelli. ma che mmerda!!!"
Alzò per la seconda volta gli occhi al cielo, questa volta con lentezza per non dare di stomaco per l'ennesima volta.
Le parole terrore panico paura raggelo del mondo di voi umani non possono avvicinarsi al sentimento che prese quell'uomo.
"mio dio, cosa abbiamo fatto?" e sboccò per la terza volta con grande disdetta di Pullox.
Nubi nere si addensavano all'orizzonte, un lampo poi un'altro...e una sgraziata figura di un pony cavalcava verso il bastione d'ingresso.
I sigilli sono stati sciolti. Non c'era dubbio. I lampi morse nel cielo lo palesavano.
Si ricordò dell'ultima battaglia da lui combattuta. Uccisi già mille e mille orchi durante centosei lune di combattimento e acquistati un numero indescrivibile di punti exp si era ritrovato faccia a faccia con Vagisil.
Il suo aspetto era terrificante. Unto come pochi al mondo di ogni ripugnante sostanza organica emanava un fetore demoniaco. Era lui al tempo il capo dell'orda degli ochi orchi porchi. Lo sconfisse. Era stata una battaglia estenuante fatta di grida gemiti stridore di spade e indurimenti incontrollabili di cazzi. Manteva il culo di Vagisil come monito appeso all'ingresso del castello.
Fragrath e il suo sgraziato pony erano giunti nella sala pincio del castello.
"Signore, i sigilli..."
"lo so stupido di un pony!" tuonò mettendo un pugno nel culo con abile mossa ad entrambi gli astanti.
Si irrigidirono e nemmeno le mutante forgiate dalla sapiente mano di Vulcano erano servite a proteggere le loro terga.
Sangue e merda ovunque.
"Avete fatto il nome di Gastrofin. Schiocchi! Attraverseremo disperazione e agonia ora! Stolti!"
Lasciò i due semisvenuti in mano a dei grossimi negri nudi e con già un durello.
"Fatene quel che volete. E'ora che io rivesta la mia armatura"
Scese nelle segrete ove prese a calci e pugni pantegane e nazgul che ivi si annidavano.
Calcò le 10 orme del peccatore e ritrovò gettata in un angolo, con ancora addosso la sborra di Vagisil, la sua armatura.
Alto 1 metro e un suo cazzo, vestì la cotta, infilò i guanti donatigli da Legolas dopo l'ennesimo rito orgiastico.
Infilò i pantaloni tessuti col filo di 231 bambini-ragno del Malawi.
Mise gli stivali di John Wayne rubatigli sul set del suo ultimo film.
Il magi-mantello forza *9 era stato tessuto da lui stesso nelle solitarie notti al caminetto.
L'elmo.
Un ciuffo di peli di vagina garriva ora al vento mentre con le mani alle tempie cercava la concentrazione.
No, stava solo schiacciandosi un punto nero.
Impugnò la spada che ricordava palesemente un grosso cazzo, più per la pesantezza che per la forma.
"i sigilli sono rotti, le orde malefiche si gettano a garganella nel nostro mondo.
Presto passeranno il confine, presto arriveranno qui coi loro canti di rivolta.
Ora impugno la spada che lei mi donò dopo aver impugnato il mio leggendario spadone.
Ora sono tornato, io, leggendario signore dell'infinito castello
io, piccolo ma cazzuto guarriero dall'elmo pubico-vaginale!
io, signore dei nani malefici ma non di razza nana.
io, Cimino il Barbaro"
Rimise la gravità a livelli terrestri normali spezzando così molte ossa di vecchi e bambini, cosa che gli ridonò il sorriso.
Le sue rimasero intatte perchè mangiava tanto grana.
Sfrecciò dal castello all'urlo "ma che mmmerda ha fatto sto pony lungo la strada???"
Fragrath nel mentre si era risvegliato. Si trovò 3 cazzi infilati in ogni dove e vide Picurath che scalciava di piacere.
Si ricordò dell'antica misteriosa cartapecora. Pianse o forse qualcuno eiaculò, ma fatto sta che qualcosa dal viso gli colava.
Svenne. Il buio e il dolore lo avvolsero nella loro tenebra.
domenica 3 giugno 2007
L'Orda
Picurath superava agile tutti gli ostacoli, andando contro ogni legge della fisica visto il suo baricentro bassissimo. Fragrath lo guidava sapientemente con una mano sola, dal momento che aveva sempre un pollice impegnato altrove.
La notte si stava avvicinando rapida ma la sagoma dei due, uniti in tutti i sensi, si stagliava contro il cielo denso di nubi; d’un tratto un lampo illuminò il cielo di viola e il fragore di un tuono risuonò tremendamente vicino. Picurath si levò sui suoi possenti polpacci, scalciando con le zampe anteriori.
“Che ti prende, bestia maldestra? Da quando hai paura del cielo? Vuoi forse che mi spezzi un pollice nel tuo culo?” disse Fragrath, succhiandosi con noncuranza il pollice estratto in fretta da sotto la coda del suo destriero.
“Perdonami, mio Signore. Ma tutti i presagi sono chiari: Hjukdal l’effemminato è stato ucciso; il Segreto e la più bella tra le onte sono in pericolo; il nome di Gastrofin è stato fatto ed un uomo è sulle sue tracce; il cielo è ricolmo di nubi nere e un elfo rincoglionito ha predetto che sorgerà un sole rosso...in altre parole l’Orda sta arrivando!” rispose lo sgraziato pony.
Fragrath sapeva benissimo di cosa stava parlando quell’assurdo animale parlante, ma aspettò che fosse lui stesso a snocciolare la storia per bullarsi: “L’Orda è in arrivo, mio Signore. Il mostruoso esercito di Ochi Sterminatori di Uomini che viene da dove sorge il sole rosso sta per tornare e seminare il terrore in queste terre.” Fece una pausa e si gonfiò il petto, ancora più bullo: ”Sono creature temibili, alte 3 metri, con un becco duro come il cazzo e gli occhi iniettati di merda; il loro collo lunghissimo consente loro di raggiungere e devastare qualsiasi pertugio, le loro zampe palmate li rendono anfibi ed implacabili, i loro schitti sono voluminosi e puzzolenti, così acidi da sciogliere un bambino. Non conoscono la paura e chiunque fugge al loro passaggio. Queste terre berranno sangue in grande quantità!”.
“E chi guida un simile flagello degli uomini?” chiese Fragrath incalzando l’animale e divertito all’idea dei bambini sciolti dalla merda di oco.
“Tre sono i Signori degli Ochi: uno è vestito come un marinaio, con una bella blusa azzurra e il berrettino bianco: farebbe tenerezza se non spazzasse via tutto ciò che incontra con il suo spaventoso e leggendario mitto di orina, che lui però spara dalla bocca! Il secondo è il più vecchio, indossa delle ghette da guerra e ampi basettoni gli ornano le gote: mangia gli uomini e impala le loro donne con il collo, portandone addosso quante può come ornamento! Il terzo, il più temuto, è ancor più enorme dei già temibili guerrieri che guida...ha un becco gigantesco e porta il lungo ciuffo in maniera assai arrogante. La sua merda è come lava e ogni villaggio che incontra è sommerso da una forza pari ad un’eruzione vulcanica. Niente sopravvive al suo passaggio e nemmeno i licheni ricrescono nei secoli successivi...”
Fragrath guardò negli occhi la sua cavalcatura in maniera soddisfatta ma anche con quel po’ d’odio che fa sempre bene: “L’oscurità mi è alleata e anche l’Orda Ingestibile lo sarà!” quindi infilò tutta la mano dove prima stava il pollice e scoppiò in una fragorosa e grassa risata, mentre Picurath riprese a correre come un disperato.
La notte si stava avvicinando rapida ma la sagoma dei due, uniti in tutti i sensi, si stagliava contro il cielo denso di nubi; d’un tratto un lampo illuminò il cielo di viola e il fragore di un tuono risuonò tremendamente vicino. Picurath si levò sui suoi possenti polpacci, scalciando con le zampe anteriori.
“Che ti prende, bestia maldestra? Da quando hai paura del cielo? Vuoi forse che mi spezzi un pollice nel tuo culo?” disse Fragrath, succhiandosi con noncuranza il pollice estratto in fretta da sotto la coda del suo destriero.
“Perdonami, mio Signore. Ma tutti i presagi sono chiari: Hjukdal l’effemminato è stato ucciso; il Segreto e la più bella tra le onte sono in pericolo; il nome di Gastrofin è stato fatto ed un uomo è sulle sue tracce; il cielo è ricolmo di nubi nere e un elfo rincoglionito ha predetto che sorgerà un sole rosso...in altre parole l’Orda sta arrivando!” rispose lo sgraziato pony.
Fragrath sapeva benissimo di cosa stava parlando quell’assurdo animale parlante, ma aspettò che fosse lui stesso a snocciolare la storia per bullarsi: “L’Orda è in arrivo, mio Signore. Il mostruoso esercito di Ochi Sterminatori di Uomini che viene da dove sorge il sole rosso sta per tornare e seminare il terrore in queste terre.” Fece una pausa e si gonfiò il petto, ancora più bullo: ”Sono creature temibili, alte 3 metri, con un becco duro come il cazzo e gli occhi iniettati di merda; il loro collo lunghissimo consente loro di raggiungere e devastare qualsiasi pertugio, le loro zampe palmate li rendono anfibi ed implacabili, i loro schitti sono voluminosi e puzzolenti, così acidi da sciogliere un bambino. Non conoscono la paura e chiunque fugge al loro passaggio. Queste terre berranno sangue in grande quantità!”.
“E chi guida un simile flagello degli uomini?” chiese Fragrath incalzando l’animale e divertito all’idea dei bambini sciolti dalla merda di oco.
“Tre sono i Signori degli Ochi: uno è vestito come un marinaio, con una bella blusa azzurra e il berrettino bianco: farebbe tenerezza se non spazzasse via tutto ciò che incontra con il suo spaventoso e leggendario mitto di orina, che lui però spara dalla bocca! Il secondo è il più vecchio, indossa delle ghette da guerra e ampi basettoni gli ornano le gote: mangia gli uomini e impala le loro donne con il collo, portandone addosso quante può come ornamento! Il terzo, il più temuto, è ancor più enorme dei già temibili guerrieri che guida...ha un becco gigantesco e porta il lungo ciuffo in maniera assai arrogante. La sua merda è come lava e ogni villaggio che incontra è sommerso da una forza pari ad un’eruzione vulcanica. Niente sopravvive al suo passaggio e nemmeno i licheni ricrescono nei secoli successivi...”
Fragrath guardò negli occhi la sua cavalcatura in maniera soddisfatta ma anche con quel po’ d’odio che fa sempre bene: “L’oscurità mi è alleata e anche l’Orda Ingestibile lo sarà!” quindi infilò tutta la mano dove prima stava il pollice e scoppiò in una fragorosa e grassa risata, mentre Picurath riprese a correre come un disperato.
Un'orgia animalesca!
Fragrath era potente e bello come un dio. Purtroppo questo non compensava il fatto di essere anche molto coglione, e proprio su questo cogitava mentre, spronando Picurath, si allontanava dal pozzo orgiastico dei punkabbestia: "Per quale motivo ho rivelato il nome di Gastrofin, fratello di Hjuckdal, e noto travestito dal cazzo grosso come quello di un mulo? Senza questa mia pericolosissima minchiata Olvo non lo avrebbe mai rintracciato giacchè Adelita custodisce il segreto al sicuro nel culo, e i suoi fedeli punkabbestia non la tradirebbero nemmeno per il crack..."
"Non ti preoccupare, mio Signore" lo interruppe Picurath, che era un pony bruttino e orribilmente sproporzionato, ma dotato di una aristocratica eloquenza e del cazzo di un cavallo adulto "lo avrebbe comunque saputo dai cani! Quelle bestie subdole tramano alle spalle dei puzzolenti padroni, disgustati dal fatto di essere stati ridotti a rifiuti ambulanti a loro volta...insomma cagano sulla mano che li nutre...".
Fragrath si compiaque di non aver compromesso i suoi piani parlando troppo e rispose "Ben detto Picurath, fido cavallo nano! Ma ora sbrighiamoci, perchè nere nubi si addensano all'orizzonte!". Detto questo si lubrificò rapidamente il pollice con l'ausilio della lingua e lo castò con precisione nel prominente buco del culo di Picurath, il quale rispose aumentando di molto l'andatura nonostante l'erezione e diversi peti lo ostacolassero non poco nella marcia; il duo venne rapidamente inghiottito dall'oscurità della foresta.
Contemporaneamente, nel pozzo, la situazione era grottesca e ovviamente ingestibile: le punkabbestia piangevano e si contorcevano mentre i loro cani le possedevano selvaggiamente da dietro; un paio dei suddetti abusava palesemente di Olvo, ancora stordito dal lacrimogeno tra le palle, mentre lo Scroglunt, che secondo la leggenda sopravvive come i vermi anche se tagliato in due, infilzava per l'appunto Adelita da due fronti, come uno spiedino.
In un attimo di lucidità tra i gemiti sodomiti, Olvo si divincola dalla morsa dei due puzzolenti ricettacoli di pulci, scatta di lato, fa una piroetta e con il culo ancora in fiamme, così come gli occhi, chiede alle due bestie "ma voi merdosi perchè non state piangendo?". I due cani lo guardano con un misto di pietà ed odio e rispondono all'unisono "sciocco! non sai che noi caniabbestia veniamo cresciuti a stenti, privazioni, droghe e malattie? Siamo immuni a tutto, anche ai critici! E per giunta non possiamo essere colti di sorpresa!".
Nonostante il dubbio di trovarsi di fronte a creature leggendarie, Olvo ha ben altro di cui preoccuparsi: la sua troia, Adelita, è profanata in ogni buco dallo Scroglunt! Il prode guerriero estrae quindi il suo pugnale forgiato con la ghisa dai nani e si avventa sull'orrida bestia: " Ti mangerò il cuore, mostro bavoso! O alla peggio mi unirò a te nella profanazione di quella maiala!". Con due rapidi balzi è quasi di fronte al duo stantuffante quando è costretto ad un carpiato-misto-axel per schivare un oggetto lanciato a velocità improbabile dall'ingresso della caverna....
E' un'ascia! E' l'ascia di Pulloz!
La situazione ha preso una piega ancora peggiore:
Il nano malefico lo ha raggiunto e si lecca il pizzetto impregnato del suo stesso sangue, che cola copioso dalle ferite sulla testa, bramoso di vendetta.
Ma quel che è peggio, lo Scroglunt, diviso in tre dall'ascia di Pulloz, ora sta davvero tappando Adelita in ogni orifizio, in attesa di aprirne di nuovi.
Olvo è nella merda.
"Non ti preoccupare, mio Signore" lo interruppe Picurath, che era un pony bruttino e orribilmente sproporzionato, ma dotato di una aristocratica eloquenza e del cazzo di un cavallo adulto "lo avrebbe comunque saputo dai cani! Quelle bestie subdole tramano alle spalle dei puzzolenti padroni, disgustati dal fatto di essere stati ridotti a rifiuti ambulanti a loro volta...insomma cagano sulla mano che li nutre...".
Fragrath si compiaque di non aver compromesso i suoi piani parlando troppo e rispose "Ben detto Picurath, fido cavallo nano! Ma ora sbrighiamoci, perchè nere nubi si addensano all'orizzonte!". Detto questo si lubrificò rapidamente il pollice con l'ausilio della lingua e lo castò con precisione nel prominente buco del culo di Picurath, il quale rispose aumentando di molto l'andatura nonostante l'erezione e diversi peti lo ostacolassero non poco nella marcia; il duo venne rapidamente inghiottito dall'oscurità della foresta.
Contemporaneamente, nel pozzo, la situazione era grottesca e ovviamente ingestibile: le punkabbestia piangevano e si contorcevano mentre i loro cani le possedevano selvaggiamente da dietro; un paio dei suddetti abusava palesemente di Olvo, ancora stordito dal lacrimogeno tra le palle, mentre lo Scroglunt, che secondo la leggenda sopravvive come i vermi anche se tagliato in due, infilzava per l'appunto Adelita da due fronti, come uno spiedino.
In un attimo di lucidità tra i gemiti sodomiti, Olvo si divincola dalla morsa dei due puzzolenti ricettacoli di pulci, scatta di lato, fa una piroetta e con il culo ancora in fiamme, così come gli occhi, chiede alle due bestie "ma voi merdosi perchè non state piangendo?". I due cani lo guardano con un misto di pietà ed odio e rispondono all'unisono "sciocco! non sai che noi caniabbestia veniamo cresciuti a stenti, privazioni, droghe e malattie? Siamo immuni a tutto, anche ai critici! E per giunta non possiamo essere colti di sorpresa!".
Nonostante il dubbio di trovarsi di fronte a creature leggendarie, Olvo ha ben altro di cui preoccuparsi: la sua troia, Adelita, è profanata in ogni buco dallo Scroglunt! Il prode guerriero estrae quindi il suo pugnale forgiato con la ghisa dai nani e si avventa sull'orrida bestia: " Ti mangerò il cuore, mostro bavoso! O alla peggio mi unirò a te nella profanazione di quella maiala!". Con due rapidi balzi è quasi di fronte al duo stantuffante quando è costretto ad un carpiato-misto-axel per schivare un oggetto lanciato a velocità improbabile dall'ingresso della caverna....
E' un'ascia! E' l'ascia di Pulloz!
La situazione ha preso una piega ancora peggiore:
Il nano malefico lo ha raggiunto e si lecca il pizzetto impregnato del suo stesso sangue, che cola copioso dalle ferite sulla testa, bramoso di vendetta.
Ma quel che è peggio, lo Scroglunt, diviso in tre dall'ascia di Pulloz, ora sta davvero tappando Adelita in ogni orifizio, in attesa di aprirne di nuovi.
Olvo è nella merda.
venerdì 1 giugno 2007
Alla ricerca di Gastrofin!
Olvo si riprende prontamente dopo il terribile impatto con un paracarro, portato dentro la casa dai Punkabbestia, in ricordo di un G8 tenutosi a Sinferet, città del mondo antico, caratterizzata da problemi con la forza di gravità! Sosta un paio di minuti a fissare il blocco di cemento....
.....
.....
.....poi una scossa tetanica lo risveglia dal torpore. Si ricorda tutto perfettamente; l'arrivo improvviso e imprevisto di Hjuckdal, l'interruzione spiacevole del coito con Adelita, la strizzata di palle e il volo rabbioso! La sua attenzione però, viene subito rapita da una scena a dir poco agghiacciante! Adelita è li stesa per terra con Scroglunt che la penetra!
"Bastardo di una cane famelico!!!!!".
Olvo corre all'impazzata verso la sua amata, ma qualcosa lo prende alle gambe! Un tackle pauroso da tergo lo fa schiantare al suolo. Neanche tempo di capire cos'è successo e una testata lo coglie in pieno volto! Stordito Olvo si rialza e senza nessuna logica dice: "Bastardo di un Pesca!".
Scroglunt è vicino all'apice del godimento, ma Olvo riesce appena in tempo a castargli un calcio in pieno ventre, con i suoi nuovi anfibi da Marines, riducendolo finalmente in due pezzi! Adelita stordita dalle troppe penetrazioni perde in controllo del corpo esprimendosi in uno squirt da shock ipovolemico! Il mitto colpisce Olvo in pieno petto ed è di tale forza da spostarlo di un paio di metri! In pochi secondi tutte le punkabbestia presenti, forse per senso di appartenenza, squirtano con violenza! La scena è ingestibile e indescrivibile!
In quel girone peccaminoso di lussuria Olvo decide di prendere il controllo della situazione e si dirige verso Adelita!
"Amoore, dimmi cosa sai del segreto!"
Adelita è completamente andata e comincia a limonare duro con Olvo, che non si fa pregare due volte!
Dopo un paio di coiti, tutto ritorna improvvisamente alla normalità! Una balla triste colpisce l'intera posse, Adelita compresa e tutti si mettono a piangere!
"Questi non piangono, lacrimano! C'è qualcosa sotto!" ruggisce Olvo soppesandosi le palle ancora doloranti!
Mai frase fu così azzeccata!
All'improvviso Fragrath appare nella penombra della stanza con in mano un lacrimogeno! Tempo zero e l'oggetto viene scagliato con forza inaudita verso Olvo che ormai sfatto e pago da multipli orgasmi della serata non fa nulla per evitarlo e viene colpito giusto sulle gonadi!
Il grido di dolore è raggelante!
Fragrath si avvicina a quello che resta Hjuckdal e intona una ballata in suo omaggio!
Finita la patetica danza, il potente signore ingestibile squarcia con un fischio acutissimo il silenzio che lo circonda. Appare celere alle sue spalle il suo fidato pony, Picurath, dall'altezza di appena 1,20 m ma con dei polpacci di 70 cm di diametro! Fragrath gli monta in sella e con occhi pieni d'odio e la bava alla bocca dice: "Non riuscirete mai a trovare Gastrofin e carpire il segreto che lui protegge!". Detto questo fuggi!
.....
.....
.....poi una scossa tetanica lo risveglia dal torpore. Si ricorda tutto perfettamente; l'arrivo improvviso e imprevisto di Hjuckdal, l'interruzione spiacevole del coito con Adelita, la strizzata di palle e il volo rabbioso! La sua attenzione però, viene subito rapita da una scena a dir poco agghiacciante! Adelita è li stesa per terra con Scroglunt che la penetra!
"Bastardo di una cane famelico!!!!!".
Olvo corre all'impazzata verso la sua amata, ma qualcosa lo prende alle gambe! Un tackle pauroso da tergo lo fa schiantare al suolo. Neanche tempo di capire cos'è successo e una testata lo coglie in pieno volto! Stordito Olvo si rialza e senza nessuna logica dice: "Bastardo di un Pesca!".
Scroglunt è vicino all'apice del godimento, ma Olvo riesce appena in tempo a castargli un calcio in pieno ventre, con i suoi nuovi anfibi da Marines, riducendolo finalmente in due pezzi! Adelita stordita dalle troppe penetrazioni perde in controllo del corpo esprimendosi in uno squirt da shock ipovolemico! Il mitto colpisce Olvo in pieno petto ed è di tale forza da spostarlo di un paio di metri! In pochi secondi tutte le punkabbestia presenti, forse per senso di appartenenza, squirtano con violenza! La scena è ingestibile e indescrivibile!
In quel girone peccaminoso di lussuria Olvo decide di prendere il controllo della situazione e si dirige verso Adelita!
"Amoore, dimmi cosa sai del segreto!"
Adelita è completamente andata e comincia a limonare duro con Olvo, che non si fa pregare due volte!
Dopo un paio di coiti, tutto ritorna improvvisamente alla normalità! Una balla triste colpisce l'intera posse, Adelita compresa e tutti si mettono a piangere!
"Questi non piangono, lacrimano! C'è qualcosa sotto!" ruggisce Olvo soppesandosi le palle ancora doloranti!
Mai frase fu così azzeccata!
All'improvviso Fragrath appare nella penombra della stanza con in mano un lacrimogeno! Tempo zero e l'oggetto viene scagliato con forza inaudita verso Olvo che ormai sfatto e pago da multipli orgasmi della serata non fa nulla per evitarlo e viene colpito giusto sulle gonadi!
Il grido di dolore è raggelante!
Fragrath si avvicina a quello che resta Hjuckdal e intona una ballata in suo omaggio!
Finita la patetica danza, il potente signore ingestibile squarcia con un fischio acutissimo il silenzio che lo circonda. Appare celere alle sue spalle il suo fidato pony, Picurath, dall'altezza di appena 1,20 m ma con dei polpacci di 70 cm di diametro! Fragrath gli monta in sella e con occhi pieni d'odio e la bava alla bocca dice: "Non riuscirete mai a trovare Gastrofin e carpire il segreto che lui protegge!". Detto questo fuggi!
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